Ramundberget è una ben consolidata, genuina e piccola stazione sciistica con un marchio forte e conosciuto. Dal 1936 un numero crescente di visitatori arriva a Ramundberget per vivere la natura, svolgere escursioni a piedi o sciare nelle piste sulle pendici della montagna. Un ristorante in cima alla montagna, vicino alle piste da sci, è stato sulla lista dei desideri per diversi anni.
Per rendere il ristorante unico e meritevole di essere visitato come attrazione turistica fine a se stessa è stato selezionato un menù di tipicità locali e un’architettura della struttura decisamente fuori dagli schemi. Dato che Ramundberget è da sempre un’azienda a conduzione familiare il bilancio per il progetto, curato dalla società Murman Architects, è stato piuttosto ristretto.
Il sito per la costruzione dell’edificio è stato scelto dopo numerose perlustrazioni del luogo in sci e la costruzione è avvenuta in estate per evitare la presenza della neve. L’appezzamento scelto per la costruzione è facilmente accessibile sia agli sciatori sia agli escursionisti estivi rendendo possibile un pieno utilizzo del ristorante durante tutto l’anno.
Dato il particolare contesto ambientale e paesaggistico il fulcro del progetto è stato quello di creare una struttura che fosse in piena armonia con la natura circostante ogni giorno, ogni stagione per tutto l’anno.
La struttura principale ha una forma rotonda per offrire minore resistenza ai forti venti tipici della zona. Inoltre, grazie anche all’entrata leggermente infossata nel corpo principale, questa particolare forma fa si che la neve cada ai lati dell’ingresso senza ostruirlo.
Il corpo della struttura è stato rivestito in legno di betulla di provenienza locale che garantisce un ottimo isolamento termico, requisito imprescindibile data la posizione del ristorante. La particolarità dell’edificio sono senza dubbio i tronchi, sempre di betulla, che rivestono quasi tutta la struttura. E’ stata scelta la betulla per diversi motivi.
Innanzi tutto è un materiale di provenienza locale e quindi facilmente reperibile, inoltre non c’è stato bisogno di dipingere i tronchi e, anche quando la corteccia si è staccata, l’aspetto visivo è rimasto comunque emozionale e piacevole. I tronchi riparano e offrono protezione alla struttura principale in legno e sono facilmente sostituibili, anche singolarmente.
Infine, la neve in inverno può posarsi sulla struttura di tronchi migliorando l’estetica della struttura in inverno. Gli architetti scherzando hanno affermato: “Il nostro ristorante Tusen è come un gallo cedrone, grigio durante l’estate e bianco durante l’inverno”.
Lo spazio interno nonostante le grandi dimensioni della struttura è accogliente e intimo. Ogni finestra incornicia una vista emozionante e spettacolare dell’esterno. Sono state anche inserite finestre molto in alto nella struttura che permettono di ammirare il cielo stellato e la stella polare. I colori sono ispirati dalla natura circostante con tonalità che rimandano ai muschi, licheni e alle tradizionali piante di more antiche del luogo.
Il ristorante dispone di un sistema autonomo per il trattamento delle acque reflue e si rifornisce d’acqua da una sorgente nel terreno vicino.
L’edificio è riscaldato da un sistema di riscaldamento a pavimento e da scambiatori di calore per riscaldare l’acqua. Esiste anche un impianto di riscaldamento elettrico autonomo per i giorni più freddi. Tutte queste piccole accortezze lo rendono un ristorante con un basso impatto ambientale.
Photos Credits:
archilovers.com
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