Dal punto di vista architettonico, la realizzazione di un tetto a padiglione, o tetto con falde spioventi, è tutt’altro che semplice.
Le fasi di costruzione richiedono infatti un accurato disegno progettuale e tecnologico, sia per garantire un lavoro in sicurezza e la corretta tenuta del tetto, sia per evitare che tra i punti di unione delle falde si creino pericolose discontinuità.
Il tetto a padiglione comprende una serie di elementi strutturali:
Altri importanti elementi del tetto a padiglione sono i canali di gronda, disposti lungo le linee di gronda, che permettono la raccolta e il deflusso dell’acqua proveniente dalle falde, e le converse, poste lungo le linee di compluvio, anch’esse adibite a raccogliere e smaltire l’acqua piovana.
Oltre a favorire il drenaggio dell’acqua, la pendenza delle falde di un tetto spiovente evita l’accumulo della neve, così come l’accumulo foglie e detriti vari.
In linea generale, le coperture con tetti a falde presentano un’inclinazione variabile tra il 30% per edifici situati in zone dal clima asciutto, e il 150% per costruzioni situate in alture e nelle aree colpite da frequenti nevicate.
Spesso ci si domanda se sia sicuro montare pannelli solari su un tetto inclinato.
La risposta è sì: i pannelli solari o fotovoltaici vengono fissati alla struttura portante dei tetti a falde tramite telai metallici tagliati su misura che consentono una parziale o totale integrazione al tetto stesso. Tali supporti garantiscono un elevato grado di sicurezza e di resistenza ad usura e carichi da neve e vento.
La struttura portante dei tetti a padiglione può essere realizzata mediante un’orditura di legno costituita dalla cosiddetta grossa orditura, ossia le travi portanti, e da una serie di altri elementi più piccoli (piccola orditura), disposti in maniera tale da fornire appoggio al manto di copertura.
La grossa orditura è formata da capriate, travi di colmo (colmarecci), travi di compluvio e displuvio (cantonali), travi d’angolo e correnti (terzere), mentre l’orditura secondaria è composta da una serie di travicelli e correntini che, fissati all’ossatura primaria, hanno la fondamentale funzione di sostenere il manto di copertura.
Come detto, la costruzione di un tetto a falde richiede un approfondito studio progettuale. Sempre più spesso questo tipo di tetto viene realizzato a partire da travature reticolari prefabbricate, sebbene possa essere costruito anche da zero.
Molto importante, nella costruzione del tetto a padiglione, è la fase di misurazione e taglio delle travi, in particolare della trave di colmo, delle travi d’angolo e dei travetti laterali.
Vediamo a cosa servono:
Altra fase molto importante nella costruzione di un tetto a padiglione è il calcolo delle misure della copertura e il taglio dei pannelli di compensato o della perlinatura che andranno a coprire le falde del tetto.
Per costruire un tetto in legno ventilato è bene utilizzare pannelli isolanti in fibra di legno di uno spessore di almeno 16 cm e prevedere nel pacchetto architettonico di copertura l’inserimento di:
I prezzi per la costruzione di un tetto a padiglione dipendono ovviamente dalla grandezza dell’edificio e dalla struttura portante, che può essere in legno, cemento armato o acciaio, ma anche dalla presenza, ad esempio, di una camera di ventilazione nel caso dei tetti ventilati.
Ad esempio, ecco i costi medi dell’orditura portante in base al materiale usato:
Nel caso si decidesse di optare per un suggestivo tetto a padiglione in legno con orditura a vista, ai costi su indicati andrebbe aggiunta la spesa per la finitura delle travi.
"*" indica i campi obbligatori
Notifiche