Il progetto architettonico ha grande rilievo nell’impatto finale che l’edificio sortisce sulle persone: sia su chi fruisce l’edificio sia su chi semplicemente lo apprezza da fuori, anche solo camminando per strada. In questa chiave di lettura, un accurato impiego dei rivestimenti per esterni può fare davvero la differenza nella qualità del progetto.
Il tema dei rivestimenti è sempre in voga. E non smettiamo mai di occuparci dell’argomento sotto più punti di vista. Per esempio abbiamo già discusso dei “Rivestimenti interni: la funzione e la forma”.
Oggi continuiamo il discorso parlando degli interventi su esterno. Ovvero le operazioni di rivestimento con cui ci è concesso progettare una facciata secondo i materiali, i colori e le geometrie che più sentiamo nostri.
Ma, prima di tutto, qual è il significato di un rivestimento esterno? Di fatto, come intuibile, il vantaggio è duplice:
Iniziamo quindi a valutare i materiali che possiamo impiegare a questo scopo.
Senza dubbio, è corretto dire che la pietra è un classico che non può stancare. Sin da tempi antichi essa è stata impiegata a tale fine.
Infatti, è frequente che nella storia dell’architettura si sia costruito con conci in pietra in modo da realizzare l’intero apparato murario in pietra. Essa assolveva sia la funzione strutturale, statica e sismica, sia quella decorativa ed estetica.
Poi col tempo, in parte per questioni economiche in parte per l’impoverimento delle cave, i due aspetti sono congiunti, si è proceduto alla realizzazione di tessiture murarie portanti in mattoni.
Tuttavia, per non rinunciare al gusto della pietra faccia a vista, questa veniva impiegata come rivestimento.
La bellezza di questa soluzione sta nella possibilità di ripercorrere una soluzione antica ma con uno spirito contemporaneo. Questo atteggiamento si manifesta attraverso alcuni caratteri principali:
Per i materiali abbiamo più possibilità. Possiamo servirci di una pietra serena –ma attenzione, questa deve essere selezionata presso il marmista fornitore secondo criteri di qualità e una buona durezza per meglio gestire le intemperie, di un travertino, oppure di una quarzite d’importazione, che si caratterizza per caratteristiche meccaniche eccelse.
Un’alternativa talvolta usata è quella della finta pietra, o ecopietra che dir si voglia. Il vantaggio è indubbio, in quanto consente un risparmio economico notevole.
Tuttavia, ci sentiamo di consigliarvi solo prodotti di altissima qualità poiché, in caso contrario, l’effetto di simulazione sarà evidente e per questo il risultato sarà profondamente deludente.
Non dimentichiamo in questa nostra narrazione il legno: un materiale meraviglioso che ci offre la natura.
Le essenze impiegabili sono molteplici:
Il suo fascino è immutato nel tempo e, come per la pietra, anch’esso può essere coniugato secondo innumerevoli sensibilità estetiche. Vediamone alcune per concludere:
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