Rispettare l’identità di un edificio è il primo passo per un’architettura consapevole. Rispettare l’identità di un edificio non significa solamente non alterarne la forma e i profili ma anche comprenderne fino in fondo le caratteristiche statiche e tecnologiche. Da quest’assunto si sviluppa l’idea di un restauro sostenibile, che rispetti l’edificio, la sua natura e l’ambiente.
Si parla sempre più spesso di edilizia sostenibile e, conseguentemente, anche di restauro sostenibile. Ma come si possono applicare i criteri della sostenibilità ambientale al rinforzo strutturale delle murature? Per prima cosa è necessario conoscere i sistemi costruttivi tradizionali e i relativi schemi statici. Il rinforzo strutturale delle murature è il passaggio essenziale affinché un restauro possa definirsi tale, cioè affinché la struttura di cui ci occupiamo torni alla funzione per cui è stata pensata o ripensata e sia quindi fruibile. Una muratura in calcestruzzo si comporta staticamente in maniera diversa da una in muratura, la dissipazione degli urti e la reazione a carico delle strutture portanti, reagisce diversamente a seconda del materiale e dello schema costruttivo: conoscere questi aspetti è essenziale per un rinforzo strutturale delle murature che mantenga inalterata l’identità statica e storica.
Il restauro sostenibile è una delle nuove sfide dell’architettura che sempre più punta verso scenari di architettura sostenibile. In questo contesto il rinforzo strutturale delle murature non può prescindere dall’abbracciare criteri ecosostenibili che, nella pratica, si rifanno in maniera molto prossima alle soluzioni tradizionali del costruire. Le tecnologie tradizionali per il rinforzo strutturale -ossia quelle applicate negli scorsi decenni- delle murature tendono ad applicare sistemi tecnologici avanzati a approcci di recupero antichi che, come vederemo, non sempre risultano compatibili con le caratteristiche strutturali e morfologiche degli edifici. IL rinforzo strutturale delle murature fino a qualche anno fa passava per l’uso sistematico di sistemi FRP, costituiti principalmente da fibre di carbonio in matrici di resina epossidica. I sistemi FRP si rivolgono principalmente al rinforzo di infrastrutture in calcestruzzo armato ad elevate resistenze e inseguito applicati poi anche a strutture civili in calcestruzzo e muratura. In questo caso viene meno uno dei cardini dell’edilizia sostenibile, ossia la compatibilità fra i materiali. In un restauro sostenibile questo è l’aspetto principale che permette di garantire un’unitarietà tra passato e presente.
Verificata la difformità tra i materiali del costruire tradizionale e i sistemi di rinforzo degli scorsi anni, si prospetta la necessità di cambiare direzione. La nuova frontiere per il rinforzo strutturale delle murature al fine di improntare il lavoro verso un restauro sostenibile prevede l’applicazione di tessuti in acciaio galvanizzato ad altissima resistenza mediante l’uso di matrici inorganiche. Questo nuovo tipo di approccio cerca di evitare quanto più possibile l’intrusione di materiale di rinforzo all’interno delle strutture esistenti, preferendo un approccio statico che passa per l’esternalizzazione dei sistemi di rinforzo. Delle fasciature in acciaio super resistente con l’addizione di calce addizionata, permettono una perfetta aderenza e traspirabilità delle strutture, garantendo un recupero ottimale senza mai ledere la natura del costruito.
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