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Una ripresa alla carta

Da gruppomade Mercoledì 13 Maggio , 2020
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Una ripresa alla carta

Tutti insieme appassionatamente per sottoscrivere un protocollo d’intenti e di attività per tentare l’ennesimo rilancio del settore dell’edilizia e delle costruzioni

Dieci punti per sollecitare il governo a darsi una mossa per rilanciare il settore delle costruzioni. Le firme in calce sono quelle delle principali organizzazioni di settore, che hanno voluto appunto sottoscrivere il decalogo promosso dalla Casa Editrice Tecniche Nuove, in concerto con il SAIE. Parliamo di Ance, Federcostruzioni, Federcomated, Oice e Consiglio Nazionale Geometri.
Di seguito i dieci punti della Carta dell’Edilizia e delle Costruzioni:

  1. Una strategia organica per interventi su scuole, sanità, infrastrutture e sistemi di trasporto.
  2. Sblocco rapido dei cantieri già finanziati per produrre lavoro e generare reddito, anche attraverso il lavoro dei Comuni e le Amministrazioni Locali sul territorio. Rilancio dei cantieri strategici.
  3. Sicurezza. Il Covid19 prevede la definizione di protocolli permanenti sulla sicurezza in cantiere e la loro esecuzione.
  4. Liquidità per gli attori della filiera per sostenerne la ripartenza. Non integralmente a debito ma quota a fondo perduto, anche attraverso il saldo dei debiti che la pubblica amministrazione ha nei confronti delle imprese e dei professionisti.
  5. “Sburocratizzazione” e semplificazione delle procedure legate alla progettazione, alla costruzione e alla manutenzione di qualsiasi tipologia di edificio o infrastruttura. Procedure snelle, redazione di un codice e un regolamento che non necessiti di provvedimenti straordinari.
  6. Rafforzamento di bonus e incentivi per interventi premianti in termini di efficienza energetica e ristrutturazione green e più in generale revisione complessiva del patrimonio abitativo esistente attraverso l’adeguamento alle normative, l’utilizzo di tecnologie innovative e di sistemi e soluzioni performanti.
  7. Valorizzazione del ruolo della progettazione sia per quanto riguarda le nuove esigenze abitative, sia nello sviluppo delle città e dei sistemi urbani, andando oltre, laddove possibile, strumenti e standard obsoleti e non più adeguati alle condizioni odierne.
  8. Digitalizzazione della filiera finalizzata alla condivisione delle informazioni e alla condivisione di competenze e best practice del settore all’interno di una piattaforma digitale appositamente creata.
  9. Maggiore coinvolgimento delle figure professionali in alcuni processi gestiti oggi dalla pubblica amministrazione.
  10. Piano investimenti per i Comuni per dare avvio a una grande opera di manutenzione del territorio e di rigenerazione delle città.

Insomma, di tutto e di più, per non sbagliare e non dimenticare nulla. Tutto serve, di questi tempi e quindi, per non essere da meno (come cantava Jannacci), sottoscriviamo anche noi.

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