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Un Superbonus super intricato: nuovi chiarimenti

Da gruppomade Venerdì 21 Agosto , 2020
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Un Superbonus super intricato

Superbonus 110%: da chi può usufruirne alla modalità di richiesta, ecco altri chiarimenti per l’applicazione degli incentivi fiscali.

Che la materia Superbonus 110% sia più intricata di quel che si possa pensare, o di quello che ci vogliono far credere, appare evidente dalla necessità di fornire ogni giorno chiarimenti che forse chiariscono o forse no, ma che certamente vanno a ingrossare il faldone letterario di una agevolazione che speriamo un giorno possa trovare una sintesi e, soprattutto, una linearità nell’esposizione di chi deve fare che cosa, scevra da garbugli di natura leguleia e fiscale, affinché il privato possa serenamente avvicinarsi agli incentivi.

Comunque, lo scorso 8 agosto sono stati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate la Circolare interpretativa del Superbonus 110% e il Provvedimento con le istruzioni per scegliere la cessione del credito. Questi due atti completano il pacchetto dei provvedimenti attuativi, dopo la pubblicazione del Decreto ministeriale “Asseverazioni” e del Decreto ministeriale “Requisiti tecnici e massimali di costo”

La circolare dell’Agenzia delle Entrate spiega che possono accedere al Superbonus 110% anche i familiari e i conviventi del possessore o detentore dell’immobile che sostengono la spesa per i lavori effettuati sugli immobili a loro disposizione. L’incentivo vale anche per gli interventi su un immobile diverso da quello destinato ad abitazione principale, nel quale può svolgersi la convivenza, mentre non spetta al familiare su immobili locati o concessi in comodato. Ha diritto alla detrazione anche il promissario acquirente dell’immobile oggetto di intervento immesso nel possesso, a condizione che sia stato stipulato un contratto preliminare di vendita dell’immobile regolarmente registrato. 
Possono accedere al superbonus anche le persone che svolgono attività di impresa o arti e professioni, ma se i lavori interessano singole unità immobiliari, allora limitatamente agli immobili estranei all’attività esercitata, appartenenti quindi solo alla sfera “privata” della vita dei contribuenti; questo requisito non è richiesto se i lavori riguardano le parti comuni dei condomini.
La detrazione del 110% si allarga fino a comprendere anche alcune spese accessorie agli interventi che beneficiano del Superbonus – uno degli argomenti che sta generando numerose incomprensioni – purché effettivamente realizzati. Si tratta, ad esempio, dei costi per i materiali, la progettazione e le altre spese professionali connesse (perizie e sopralluoghi, spese preliminari di progettazione e ispezione e prospezione).

 

Superbonus 110%, sconto in fattura e cessione del credito

Col Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, viene approvato il modello di comunicazione da inviare all’Agenzia dal 15 ottobre 2020 ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello in cui si sostiene la spesa, per fruire dello sconto sul corrispettivo o della cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione spettante.

La comunicazione deve essere inviata esclusivamente in via telematica, anche avvalendosi degli intermediari, dal beneficiario della detrazione (per quanto riguarda gli interventi eseguiti sulle unità immobiliari) o dall’amministratore di condominio (per gli interventi eseguiti sulle parti comuni degli edifici). Per gli interventi che danno diritto al Superbonus, la comunicazione deve essere inviata esclusivamente dal soggetto che rilascia il visto di conformità.

In caso di esercizio dell’opzione, il provvedimento fissa le regole per permettere a cessionari e fornitori di fruire del credito d’imposta. In particolare, i cessionari e i fornitori possono utilizzare il credito d’imposta esclusivamente in compensazione, sulla base delle rate residue di detrazione non fruite dal beneficiario originario. Il credito d’imposta è fruito a decorrere dal giorno 10 del mese successivo alla corretta ricezione della comunicazione e comunque non prima del 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui sono sostenute le spese.

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