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Superbonus 110%, in arrivo altre modifiche

Da gruppomade Venerdì 2 Ottobre , 2020
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Superbonus 110%, in arrivo altre modifiche

Probabili nuove modifiche in arrivo per il Superbonus 110%, materia affascinante, ma che oramai sarebbe il momento di concretizzare, magari semplificando un po’ le procedure.

I Superbonus e i suoi possibili effetti sulla congiuntura di settore continuano a essere al centro dell’attenzione da parte di tutti: dal governo alle associazioni di categoria, dai privati alle imprese e, ovviamente, anche la distribuzione edile ha la sua bella fetta di coinvolgimento.

Nonostante si faccia un gran parlare di opportunità, i riflessi sulla realtà del quotidiano sono piuttosto effimeri, qualche volta addirittura negativi.
Più di un esponente del governo ha annunciato di portare la scadenza del Superbonus 110% fino alla fine del 2024, e sarebbe anche una buona idea, anche perché l’intenzione è quella di aumentare la portata del provvedimento, per coinvolgere il maggior numero di interventi relativi alla casa.

La disciplina che regola la detrazione fiscale potrebbe essere quindi ulteriormente modificata, anche se i principi base rimangono invariati, quelli relativi al miglioramento delle classi energetiche e all’utilizzo di materiali e soluzioni di qualità.

Ciò che rende perplessi, pur apprezzando le intenzioni, è come il governo pensi di gestire la disponibilità finanziaria. Gli obiettivi più urgenti ci dicono che potrebbero essere finanziati con il Recovery Fund e ogni ulteriore estensione della misura sarà soddisfatta quando saranno disponibili i fondi. Tradotto dal politichese: mai.

La faccenda è ovviamente complessa. Attualmente, e in ossequio al sentimento della semplificazione che, per definizione, è una straordinaria fonte di frustrazione, per accedere ai vantaggi fiscali sono necessarie alcune lauree, ma anche ammesso e non concesso che l’intervento dei professionisti della burocrazia (enti, banche, eccetera) porti a un effettivo chiarimento, rimane sempre il problema del soldo.

E più si fanno promesse e integrazioni, più ci rendiamo conto che il finale non sarà particolarmente brillante. Non è che l’Europa ci darà soldi in eterno.

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