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Se non paghi paghi

Da gruppomade Giovedì 6 Febbraio , 2020
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Se non paghi paghi

Se non paghi paghi

La Corte europea condanna l’Italia per il suo debito (circa 6 miliardi) da pagare alle imprese edili. Il termine massimo è di 60 giorni, nel nostro paese si devono attendere quattro mesi e più.

Riusciremo ad adeguarci agli standard europei, per quanto riguarda i pagamenti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese edili? Più che una domanda è un domandone, ma intanto, e dopo numerosi “solleciti”, l’Unione europea ci rifila una bella multa, tanto a noi i soldi non mancano…

Anche l’Ance, per bocca del suo presidente Gabriele Buia, prende una posizione netta: “Non fa piacere vedere il proprio Paese condannato, per inadempienza rispetto agli obblighi comunitari che impongono il pagamento dei propri debiti commerciali entro massimo 60 giorni, ma era inevitabile”, commenta Buia.

Nonostante qualche miglioramento, dovuto agli effetti della Direttiva del 2011 che ha imposto termini perentori per i pagamenti delle Pa, infatti, i ritardi medi nel settore delle costruzioni superano ancora i 4 mesi e mezzo, per un totale di 6 miliardi di arretrati a danno delle imprese. “Una situazione inaccettabile – rincara Buia – soprattutto a fronte della grave crisi che ha investito in questi anni il settore e che ancora comporta una forte restrizione di liquidità a danno delle imprese e quindi dell’intera economia”. E ancora: “Qualche segnale c’è stato e i tempi di ritardo si sono ridotti della metà, ma si tratta ancora di attese inaccettabili per imprese che spesso devono lottare per la sopravvivenza”.

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