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Ma davvero?

Da gruppomade Mercoledì 5 Giugno , 2019Nessun commento
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Ascoltare mille volte sempre le stesse frasi, pronunciate indistintamente da tutti i rappresentanti dei più diversi partiti e delle più disparate coalizioni, parole che non portano mai a un reale cambiamento, è veramente una cosa frustrante

In Aula della Camera dei Deputati, bontà loro, è stata discussa una mozione che verteva sulla tematica dei ritardi di pagamento delle Pubbliche Amministrazioni verso le imprese. Durante questa illuminante discussione, è stato sottolineato che il ritardo con il quale le amministrazioni pubbliche pagano le imprese che forniscono beni e servizi al settore pubblico costituisce un elemento di debolezza dell’economia del Paese, poiché la massa di risorse sottratte alle imprese ne rende difficile sia la gestione ordinaria che i piani di investimento, oltre a generare costi connessi alla ricerca di fonti alternative di finanziamento. Una situazione che colpisce principalmente le piccole e medie imprese, che sono le più esposte alle crisi di liquidità e per le quali è più difficile e oneroso l’accesso al credito. Tale ritardo genera ulteriori costi a carico delle amministrazioni ritardatarie, sia in relazione alla gestione del debito, sia in forza dell’obbligo del pagamento di more e interessi che ne deriva. In sede di approvazione della direttiva del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea 2011/7/EU del 16 febbraio 2011 sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (sia della pubblica amministrazione che tra imprese) la Commissione europea ha rilevato che tali ritardi, nell’Unione, sono all’origine di un fallimento d’impresa su quattro e della perdita di 450.000 posti di lavoro all’anno”.

E ancora: “il rispetto dei tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni ha anche un effetto diretto sul prodotto interno lordo e un effetto positivo per le casse dello Stato, attraverso, da un lato, il versamento dell’Iva da parte di chi riceve i pagamenti, dall’altro, attraverso il gettito dei tributi diretti e dei contributi sociali derivanti dalla ripresa produttiva generata dai pagamenti”.

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