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Impianti idrotermosanitari, un settore in crescita

Da gruppomade Venerdì 30 Aprile , 2021
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Lorenzo Bellicini direttore Cresme

Il settore che rappresenta il 2,1% del PIL nazionale ha registrato una perdita di fatturato di quasi il 6%, ma dal 2021 è prevista una crescita costante che lo riporterà ai livelli pre 2008 entro tre anni. Questi i dati più rilevanti del 7° Rapporto Cresme.

Nel 2021, il valore del settore dell’impiantistica crescerà del 12%, assistendo all’assorbimento di poco meno di 1,55 milioni di unità nel 2020.

“Secondo Lorenzo Bellicini, direttore del Cresme, la crisi delle costruzioni indotta dall’emergenza sanitaria ha avuto riflessi sulla domanda di impiantistica, in un settore che pesa sul PIL nazionale, visto dalla produzione, per il 2,1% e il calo stimato per la produzione settoriale si mostri di entità inferiore rispetto a quello del totale delle costruzioni (-6,4% per gli impianti, contro il -7,8%). La ripresa del mercato a partire dal 2021 sarà molto intensa grazie alla spinta propulsiva impressa dagli incentivi fiscali; gli impianti per la climatizzazione ambientale, costituendo elemento trainante degli incentivi. Alla luce dei dati rilevati possiamo affermare che l’unico raggruppamento che potrebbe recuperare appieno i livelli produttivi persi durante l’anno pandemico è quello dei paesi sud-europei, Italia compresa, e restituire valore a una filiera che, tra produzione, distribuzione e installazione, solo in Italia vede l’occupazione di più di 410.000 operatori”.

Prima della crisi sanitaria, il mercato dell’impiantistica veniva infatti da una quinquennio di crescita eccezionale; tra 2014 e 2019 la domanda era cresciuta, in media, del 2,7% ogni anno; il livello del mercato nel 2019, circa 252 miliardi di euro, aveva rappresentato il punto più alto del decennio. Il mercato europeo degli impianti interrompe quindi il suo trend espansivo alimentato, da una parte, dalla domanda di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e dallo sviluppo del settore della riqualificazione edilizia in ambito di efficientamento energetico, dall’altra dall’espansione del settore infrastrutturale nei paesi dell’Est Europeo.

Nel 2020, la sommatoria dei fatturati realizzati dai settori della filiera degli impianti per edilizia, ha conosciuto un sensibile calo, arrivando a misurare 71,7 miliardi di euro.

La ripresa “a V” prevista nel biennio attuale sarà trainata soprattutto dal Superbonus 110% e dagli altri incentivi fiscali per l’efficientamento energetico: si prevede una crescita dell’11,6% per il 2021 e del 3,3% per il prossimo. Dopodiché, dipenderà dall’eventuale rinnovo del Superbonus, ancora in discussione (una prima stima per il 2023 riporta un +0,5%).

Segno positivo già a fine 2020 per le vendite dei distributori idrotermosanitari (+5,9% a novembre 2020, +8,7% a dicembre 2020, -0,3% a gennaio 2021 e +9,2% a febbraio 2021 secondo i dati Angaisa) e dei produttori di caldaie murali a condensazione, che secondo i dati Assotermica registrano un +24,4% nel gennaio 2021 e +39,5% a febbraio. Per gli impianti termici, nel 2021 si configura un doppio scenario: nello scenario “alto”, la crescita prevista tocca addirittura il 18,1%. Ottimi tassi di crescita anche per gli impianti di climatizzazione, con una previsione compresa tra il +12% e il +14,6%.

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