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Ci siamo, si riparte

Da gruppomade Giovedì 30 Aprile , 2020
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Ci siamo, si riparte

Il momento tanto atteso della ripresa dei lavori si avvicina. Un po’ alla volta, i cantieri torneranno a vivere. Ma attenzione e responsabilità sono i nuovi valori anche di questo mercato

Un po’ alla volta, il settore dell’edilizia prova a ripartire. Tanti lavori sono in attesa di essere ultimati, altri progetti sono pronti a concretizzarsi. La vita lavorativa, un po’ frastornata dalle recenti vicende sanitarie, appare ansiosa di ritrovare il suo ritmo e la sua verve operativa.
Tanto per cambiare, si cambia, e in questo settore non particolarmente prodigo di attenzioni alla salute degli operatori, in genere, dovranno trovare posto accorgimenti nuovi e all’apparenza ingombranti, come l’uso di mascherine, l’attenzione alle distanze, e così via.

In questi ultimi mesi, gli operatori si sono giustamente preoccupati per le conseguenze del blocco dell’attività. L’intera filiera ne ha sofferto e ne soffre e non sappiamo se, a fine anno, i danni saranno stati contenuti in misura accettabile. E questo è un problema.

Ben più grave sarebbe far finta di niente e non operare consapevolmente: se la pandemia dovesse ritrovare vigore, i danni sarebbero davvero incalcolabili. I lavori riprendono, ma il privato di questi tempi sta cercando di capire se avrà ancora un lavoro. E questo per dire che la ripresa non sarà un percorso in discesa, sarà piuttosto ancora più selettivo di quanto non lo sia stato fino a ora, e la distribuzione edile deve farsi trovare preparata.

Comunque, la notizia di oggi è che l’attività dei cantieri riprende e che le maestranze devono fare rifornimento, possibilmente nelle rivendite edili. Precedenza ai cantieri per le opere pubbliche, per le ristrutturazioni che riguardano il dissesto idrogeologico. Poi, edilizia scolastica, carceri ed edilizia residenziale pubblica. Dal 4 maggio via ai cantieri edili pubblici e privati.
Occhio ai protocolli di sicurezza: i controlli ci saranno e se non si è in regola si chiude.

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