In moltissime occasioni della vita quotidiana ci confrontiamo con la migliore soluzione tecnica per pavimentare uno spazio esterno. Può trattarsi della porzione del resede antistante casa, dove arriviamo con l’auto e scarichiamo la spesa. Può essere semplicemente una porzione di giardino privato che vogliamo convertire a parcheggio così da poter lasciare la macchina all’interno della recinzione domestica. In moltissimi casi, invece, tocca alle istituzioni pubbliche affrontare questo problema. Il rifacimento di una piazza è uno di questi casi. Ma, spesso, può esserlo anche un marciapiede o un piccolo ritaglio destinato a corte urbana con qualche posto per la sosta delle auto.
In tutte queste circostanze, i pavimenti autobloccanti sono una soluzione che racchiude in sé molteplici vantaggi. Sono esteticamente piacevoli, sono rimovibili senza interventi distruttivi una volta posti in opera, risultano piuttosto economici. Scopriamo assieme cosa sono e come impiegarli.
Si definiscono pavimenti autobloccanti poiché appunto si autoconsolidano l’un con l’altro senza avere necessità di malte o colle apposite. Questi, sono appropriati per l’uso esterno e si adattano a più fini e carichi. Pedonabile e carrabile, il massello assume spessore diverso in funzione del peso che dovrà sostenere, giungendo anche i 10-12 cm. Abbiamo conosciuto già alcune soluzioni per la pavimentazione esterna, oggi vedremo le peculiarità di questo specifico prodotto.
Le principali funzioni previste sono:
Il modo in cui vengono allettati i pavimenti autobloccanti prevede le seguenti fasi:
Questa procedura assicura una pavimentazione destinata a durare nel tempo per molteplici aspetti. Dal punto di vista del comportamento nei confronti dell’usura, trattandosi di elementi lapidei -spesso in calcestruzzo- il comportamento è ottimo. Dal punto di vista della manutenzione, i pavimenti autobloccanti sono di facile gestione poiché non è opera impegnativa la rimozione e il riposizionamento di qualche massello, trattandosi di una posa in opera a secco.
La sigillatura permette che i blocchetti si autovincolino, sostenendosi e fissandosi reciprocamente. Affinché venga garantito l’attrito opportuno fra elemento e elemento, gioca un ruolo fondamentale il cordolo di contegno perimetrale.
Tali pavimentazioni si addicono beni agli esterni proprio per la loro natura. L’utilizzo di sabbia come sigillante e la natura del prodotto, normalmente realizzato in calcestruzzo, sono caratteristiche che meglio si abbinano all’esterno. A maggior ragione per il fatto che, di tanto in tanto, necessitano uno spolverata di sabbia per mantenere le fughe.
Per i motivi sopra esposti, quindi, la pavimentazione autobloccante mal si presta all’uso interno. Vi immaginerete da soli che la scabrosità del prodotto non è quanto normalmente atteso negli ambienti domestici. E nemmeno la presenza di sabbia, per quanto compattata, comunque sempre parzialmente sciolta. E infatti, di base, tale prodotto nasce e si sviluppa per contesti a cielo aperto.
Le caratteristiche di qualità di questi pavimenti sono molteplici. Brevemente, vediamole assieme:
Da ultimo diamo giustificazione della qualità del prodotto in questione anche sotto un profilo economico. Oltre a tutte le caratteristiche positive sopra riportate, infatti, aggiungiamo la loro convenienza economica. Sono innanzitutto prodotti ormai diffusi in modo capillare: potete acquistarli da qualunque rivenditore edile come in qualche negozio online. Ma il fattore importante è appunto il prezzo. Chiarito che la cifra a seguire è sempre da inserire all’interno di una forbice, possiamo dire che i pavimenti autobloccanti sono riscontrabili ad un prezzo di circa 20 euro a metro quadro: cifra variabile ovviamente anche in funzione dello spessore e della funzione solo pedonale o anche carrabile dell’oggetto.
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