Il seminterrato è considerato spesso uno spazio jolly, un luogo la cui funzione è variabile a seconda delle esigenze della famiglia. A fronte di una riduzione dei metri quadri effettivi degli appartamenti, questa stanza assume sempre più importanza e, da semplice ripostiglio, diventa spesso locale di servizio. Questo tipo di funzione implica che le condizioni del locale siano ottimali e ci si trova a dover far fronte, specialmente su edifici non nuovissimi, a importanti penetrazioni di umidità sui locali seminterrati. La loro impermeabilizzazione contribuisce a un deciso miglioramento della salubrità dell’intero edificio e passa spesso per soluzioni edili che contemplano l’uso di malte cementizie come Mapelastic Foundation.
Avere un seminterrato può rivelarsi spesso un asso nella manica, sopratutto se le dimensioni del nostro appartamento non sono poi così grandi. Il principale problema cui i seminterrati sono soggetti,per loro stessa natura, è la risalita di umidità che rende i locali disagevoli dal punto di vista del comfort abitativo. Una buona impermeabilizzazione è il primo passo verso la fruibilità di queste stanze. L’impermeabilizzazione si rende necessaria poiché un eccessivo tasso di umidità interna mina le condizioni di benessere della stanza, impedendo anche le più banali azioni di stoccaggio delle cose che non trovano posto in casa. L’umidità genera muffa che spesso attacca e deteriora non solo le pareti del nostro spazio, ma anche gli oggetti che vi si trovano all’interno.
Non è sempre facile trovare il giusto sistema di impermeabilizzazione, l’applicazione di un materiale quanto più resistente all’acqua possibile si dimostra essere un valido aiuto. Nei seminterrati dobbiamo fare in conti con gli attacchi a terra, cioè con le pareti di fondazione che sono in prossimità del terreno di fondazione. Proprio le fondazioni fanno la differenza in un locale con una buona possibilità di impermeabilizzazione o meno: maggiore è stata l’attenzione all’isolamento in fase di progettazione delle fondazioni, minore sarà il rischio di umidità nel seminterrato. L’esperienza ci insegna però che spesso le buone pratiche edilizie non sono sufficienti a salvare i locali seminterrati dall’umidità, ed ecco che una guaina liquida o una guaina bituminosa che aumentino l’impermeabilizzazione del nostro seminterrato si rivelano essere scelte mirate.
La guaina impermeabilizzante è quell’elemento che preserva i manufatti edilizi dai danni che potrebbero provocare umidità, infiltrazioni d’acqua ed agenti atmosferici. Dunque, requisito fondamentale è la traspirabilità: una buona impermeabilizzazione infatti, pur impedendo la penetrazione dell’acqua, dovrà permettere il passaggio delle molecole di vapore così da evitare successivi problemi legati al ristagno.
Il mercato offre numerose tipologie di guaine impermeabilizzanti: dalla guaina liquida alle guaina bituminosa i prodotti adatti all’impermeabilizzazione dei seminterrati sono numerosi. Le tipologie di guaina più diffuse sono la guaina bituminosa e la guaina ardesiata seguite a ruota dalla guaina liquida. Sia per la guaina bituminosa che per la guaina ardesiata la posa in opera avviene a caldo, mediante l’uso di un cannello, necessario a sciogliere il prodotto. Esiste poi un altro tipo di guaina, dalla consistenza gelatinosa, la cui posa in opera, contrariamente alle tipologie precedenti, avviene a freddo: è la guaina liquida; essa può essere impiegata come strato inferiore sul quale sistemare i rivestimenti.
Si tratta di un prodotto il cui utilizzo risulta adatto sia per la impermeabilizzazione di strutture esterne sia per interni. Esso quindi risulterà adatto per le pareti delle docce e delle vasche da bagno ma anche delle piscine, per preservarle da umidità, condense e muffe. Un vantaggio non trascurabile dato dall’utilizzo della guaina liquida è la possibilità di applicazione delle stesse senza prima procedere alla demolizione della parte da impermeabilizzare: la consistenza gelatinosa del prodotto infatti permette allo stesso di arrivare con estrema facilità anche in parti del costruito difficili da raggiungere.
La situazione tipica di chi si trova a fare i conti con l’impermeabilizzazione del seminterrato è dover rendere impermeabile un muro di fondazione, tipicamente in calcestruzzo. Un prodotto studiato per affrontare questo tipo di situazione è Mapelastic Foundation, malta cementizia bicomponente elastica per l’impermeabilizzazione di superfici in calcestruzzo soggette a spinta idraulica positiva e negativa. Con malta bicomponente si fa riferimento alla base di leganti cementizi, inerti selezionati a grana fine, additivi speciali e polimeri sintetici in dispersione acquosa, miscelati secondo una formula sviluppata nei laboratori di Ricerca & Sviluppo MAPEI.
Miscelando i due componenti si ottiene un impasto di consistenza plastica che può essere facilmente applicato a rullo e a spruzzo, sia su superfici verticali che orizzontali in uno spessore non inferiore a 2 mm. Questa semplicità di applicazione rende adatto Mapelastic Foundation anche in ambito domestico, senza che l’intervento edile diventi troppo gravoso.
Considerando che Mapelastic Foundation è adatto anche all’impermabilizzazione di ampie zone come ad esempio i parcheggi, e trova felice applicazione anche nel risanamento o nella costruzione di canali e piscine dove il contatto non si limita alla umidità ma si ha a che fare direttamente con l’acqua, è chiaro che nel campo dell’edilizia domestica i risultati sono eccellenti.
Tra le caratteristiche tecniche più interessanti di Mapelastic Foundation troviamo senza dubbio l’elevato contenuto di resine sintetiche che conferiscono allo strato indurito un’elevata elasticità che si mantiene inalterata in tutte le condizioni ambientali.
Mapelastic Foundation è totalmente impermeabile all’acqua alla pressione positiva, mentre risulta impermeabile alla spinta negativa fino a 1,5 atmosfere (pari a 15 metri di colonna d’acqua). Una volta avvenuta la sua maturazione è resistente a sali solubili, come cloruri e solfati presenti nell’acqua di mare o nei terreni. L’adesione di Mapelastic Foundation, inoltre, è eccellente su tutti i supporti cementizi, previa idonea preparazione del supporto. Tutte queste proprietà fanno sì che le strutture protette ed impermeabilizzate con Mapelastic Foundation, si mantengano perfettamente asciutte nel tempo.
Una adeguata preparazione del prodotto è fondamentale per la resa finale del lavoro. Mapelastic Foundation non va impastato a mano ma la polvere va unita lentamente al composto principale utilizzando per questa operazione un agitatore meccanico a basso numero di giri per evitare un eccessivo inglobamento di aria.
Mescolare accuratamente Mapelastic Foundation per qualche minuto, avendo cura di asportare dalle pareti e dal fondo del recipiente la polvere non perfettamente dispersa. La miscelazione dovrà protrarsi fino a completa omogeneità dell’impasto per circa 3 minuti.
Lasciare quindi riposare l’impasto per circa 2 minuti al fine di consentire la completa dispersione del polimero e rimescolare per un tempo massimo di 2 minuti.
Non vanno inoltre dimenticate le azioni che è bene evitare quando si usa Mapelastic Foundation.
Inoltre si consiglia, qualora il cantiere si trovi in luoghi dalle condizioni climatiche particolarmente calde ed asciutte di coprire con un telo la superficie dopo averla trattata al fine di evitare un’asciugatura troppo rapida che potrebbe indurire la guaina prima del tempo e renderla fragile, cioè soggetta a lesioni superficiali che ne inficerebbero la resa complessiva.
Se ci si trova nel campo del fai da te è probabile che si opti per la stesura manuale del prodotto, che deve essere applicato a rullo o a spatola, entro 60 minuti dalla miscelazione in due mani per uno spessore finale non inferiore a 2 mm.
Dopo circa 6 ore dall’applicazione della prima mano si può procedere alla stesura della seconda mano e comunque mai prima che il primo strato non risulti perfettamente asciutto.
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