La stabilità degli edifici è un valore inestimabile. Infatti, spendiamo una parte considerevole della vita sotto il tetto di casa nostra, negli uffici di una qualunque azienda o di un supermercato. In una costruzione, la sicurezza parte dal basso, ovvero laddove essa poggia sul terreno: le sue fondazioni. Talvolta, accade che queste versino in una condizione di difficoltà, e per questo motivo è necessario intervenire. Vediamo oggi il consolidamento delle fondazioni, con particolare attenzione ai motivi per cui queste vanno in sofferenza e come poter risolvere il problema.
In passato abbiamo parlato di come “Come consolidare le fondazioni con le resine: consigli e vantaggi”.
Oggi parliamo dei motivi per cui le fondazioni possono andare in crisi e delle soluzioni classiche per risolvere il problema.
Come pensabile, non è possibile in questa sede affrontare in modo esaustivo il problema, che richiederebbe approfondite riflessioni di natura geotecnica e in termini di Scienza delle Costruzioni. Tuttavia è possibile cogliere il macrofenomeno nel suo complesso.
L’edificio poggia a terra scaricando il suo peso sul terreno. Questo genera quello che tecnicamente viene definito bulbo delle pressioni, ovvero la parte di terreno posta al di sotto dell’area di sedime dell’edificio, che risulta interessata dalle tensioni generate dal carico soprastante. Tutto il terreno coinvolto, quindi, servirà a portare il peso dell’edificio.
Talvolta, o sin da molto presto o col passare del tempo, accade che il terreno inizi a cedere e quindi le fondazioni vadano dietro a tale spostamento. L’edificio inizia a lesionarsi in modo più o meno considerevole vedendo pregiudicata la propria sicurezza.
Questo fenomeno può avvenire per più motivi:
Vediamo quindi ora i modi con cui procedere al consolidamento delle fondazioni. Nel caso di edifici in muratura, molto spesso siamo in presenza di fondazioni realizzate anch’esse in muratura, ovvero con un allargamento della parete a formare una sorta di scarpa di appoggio. In questi casi possiamo procedere in due modi:
Nel primo caso significa che operiamo con rafforzamenti a livello della fondazione stessa, che normalmente è a una quota più o meno superficiale rispetto al terreno: per esempio un metro sotto il piano di campagna circa.
Nel secondo caso, invece, andiamo a cercare strati più profondi di terreno poiché quelli superficiali vengono rilevati inadeguati a sopportare tensioni derivanti dai carichi.
Queste considerazioni verranno svolte a seguito di opportune analisi geologiche e geotecniche.
Gli interventi in superficie sono principalmente:
Gli interventi profondi, invece, sono:
Si tratta di elementi dalla forma che richiama oggettivamente un palo, scalato però su dimensioni importanti: dai 4- 6 metri a crescere. Questi vengono infissi al suolo il quale, in profondità, raggiunge caratteristiche migliori. Poi vengono inglobati in un getto del tipo dei cordoli sopra visti. Quindi il funzionamento prevede il seguente schema:
In questo modo il processo di dissesto viene interrotto e viene garantita la stabilità del fabbricato.
Normalmente, nei nostri contenuti, riusciamo a sempre ad offrire quantomeno un’idea realistica inerente i costi da sostenere per l’acquisto di un prodotto o lo svolgimento di una lavorazione. In questo caso è davvero complesso farlo poiché per procedere è necessario dapprima svolgere una serie di analisi di natura geotecnica come accennato sopra. Il risultato di tali analisi, condurrà alla valutazione degli interventi da svolgere e alla loro importanza, quindi onerosità. Si possono infatti realizzare cordoli di sezione 30×30 cm o 50×50 cm e la spesa cambia considerevolmente. Oppure potremmo aver bisogno di pali che vadano a 5 metri di profondità come 9 metri.
Possiamo però darvi un’idea delle figure tecniche coinvolte:
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