Consolidare le fondazioni è un’operazione complessa e delicata poiché ci si trova spesso a lavorare in poco spazio e interventi troppo intensi e diretti potrebbero compromettere ancora di più lesioni esistenti. Per queste ragioni, l’industria e la ricerca in ambito edilizio mettono continuamente a punto nuove strategie per il consolidamento. Tra i prodotti maggiormente efficaci anche in situazioni complesse troviamo le resine espandenti e la resina epossidica.
Quando notiamo una lesione verticale, una crepa lungo i muri degli edifici è sintomo che qualcosa non va. Diverse possono essere le cause di questo dissesto: prima fra tutte un problema di cedimento delle fondazioni. Si rende pertanto necessario consolidare le fondazioni stesse. Consolidare le fondazioni è un intervento impegnativo che richiede nella maggior parte dei casi l’intervento di ditte specializzate poiché spesso si deve impiantare un cantiere vero e proprio in spazi piccoli e difficili da gestire. Il cedimento delle fondazioni può dipendere da diversi fattori, vediamo quali sono le principali cause di dissesto differenziale delle fondazioni:
Il processo sopra illustrato avviene mediante l’uso di resine espandenti. Ma che cosa sono e come funzionano? Per consolidare le fondazioni, a seconda dei casi, esistono diversi sistemi: tra i più usati troviamo il consolidamenti puntuale mediante iniezioni di resine espandenti. Il sistema è semplice ed efficace: si studia il dissesto e si individuano i punti da sostenere in corrispondenza dei quali vengono fatte delle forature apposite e seguono iniezioni di resine espandenti che riportano il terreno nelle condizioni di equilibrio statico e meccanico ottimale.
Questo approccio consente di consolidare le fondazioni monitorando costantemente l’andamento dei lavori, per un risultato ottimale a patto che l’intero processo sia seguito scrupolosamente da professionisti. Il comportamento delle resine espandenti, infatti, è monitorabile: conoscendo la capacità di espansione delle resine e il grado di compattezza del terreno è possibile calcolare, tramite procedura apposita, l’effettiva resa dell’intervento con un margine di errore più che accettabile.
La resina epossidica comprende una famiglia di componenti edili il cui utilizzo, a seconda della specifica composizione, può andare dalla realizzazione di pavimentazioni di design fino al consolidamento strutturale. Uno dei campi di impiego più specifici si ha nell’ambito del recupero edile.
La resina epossidica, infatti, è uno strumento prezioso nel recupero di strutture portanti che presentano lesioni strutturali: la sua consistenza fluida agevola le operazioni di iniezione in loco con grandi vantaggi per la logistica del cantiere. La resina epossidica ben si presta a interventi quasi chirurgici su elementi come travature, murature portanti, pilastri e solai fessurati, consentendo recuperi monolitici e funzionali di porzioni considerevoli di edificato non intaccando eccessivamente la natura della struttura su cui si interviene.
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