Il bonus idrico 2022 è un contributo erogato dallo Stato per stimolare l’avvio di politiche di sensibilizzazione e conservazione dell’acqua, bene tanto prezioso quanto deteriorabile.
Per i contribuenti che provvedono a sostituire rubinetti e sanitari obsoleti con nuovi apparecchi a scarico ridotto è previsto un rimborso fino a 1.000 euro, senza limiti di ISEE.
Scopriamo come funziona il bonus, cosa comprende e come presentare la domanda.
Ogni giorno, senza neanche accorgercene, sprechiamo enormi quantitativi di acqua. In parte per nostra disattenzione o noncuranza, in parte a causa di impianti idraulici di vecchia concezione e rubinetti/sanitari a dispersione idrica.
Nell’ambito di una campagna globale di sensibilizzazione, anche il Governo italiano ha approntato una serie di misure finalizzate a limitare gli sprechi del cosiddetto “oro blu”.
Tra queste rientra il bonus idrico 2022, nato allo scopo di incentivare la sostituzione delle vecchie apparecchiature con innovativi sistemi ad efficienza idrica.
In questo approfondimento scopriremo:
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto attuativo (DM 23 ottobre 2021), è arrivata l’ufficialità del bonus per l’efficientamento del consumo idrico (bonus idrico 2022, detto anche bonus bagno o bonus sanitari), la misura voluta dalMinistero della Transizione Ecologicaper favorire il risparmio delle risorse idriche.
Sappiamo infatti che, se è importante agire nel concreto incentivando l’installazione di sanitari e impianti ad alta efficienza idrica, altrettanto lo è incoraggiare la diffusione di una maggiore sensibilità al problema dello spreco idrico.
L’acqua non è inesauribile: è nostro compito conservarla e salvaguardarla.
Il bonus, che prevede un rimborso fino a un massimo di 1.000 euro, è valido per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 per specifici interventi che favoriscono il risparmio d’acqua, come la sostituzione dei vecchi sanitari e rubinetterie con nuovi modelli a consumo idrico ridotto.
La scadenza del bonus, inizialmente fissata al 31 dicembre 2021, è stata prorogata dalla Legge di Bilancio fino al 2023.
Il bonus sanitari 2022 viene erogato per le spese sostenute su determinati interventi di efficientamento idrico effettuati dai soggetti beneficiari su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari. In particolare:
L’elenco delle spese ammissibili è riportato all’Articolo 1, Commi da 61 al 64, della Legge di Bilancio 2021:
In questo caso, sono comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.
In questo caso, invece, sono compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata d’acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti
Vediamo ora quali sono i soggetti ammessi ad usufruire dell’agevolazione bonus idrico 2022.
Possono beneficiare del bonus i seguenti soggetti:
Il bonus non è cumulabile con altre agevolazioni di natura fiscale relative alla fornitura, posa in opera e installazione dei medesimi beni, e può essere richiesto per una sola volta e per un solo immobile.
È bene sottolineare, inoltre, cheil bonus idrico non costituisce reddito per chi lo ottiene e non viene considerato ai fini ISEE.
La domanda per il bonus idrico può essere inoltrata esclusivamente sull’apposita piattaforma online, attiva dalle ore 12 del 17 febbraio 2022, previa registrazione e autenticazione tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica.
Il tempismo in questo caso è fondamentale perché il rimborso verrà emesso secondo l’ordine di arrivo delle richieste fino a esaurimento dei fondi stanziati.
Le istanze di rimborso saranno ammesse solo se correttamente compilate e accompagnate dalla necessaria documentazione, e comunque fino a esaurimento delle risorse finanziarie disponibili.
La domanda online deve contenere le seguenti informazioni:
All’istanza deve essere allegata la copia della fattura elettronica o del documento commerciale di cui al decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 7 dicembre 2016 in cui è riportato il codice fiscale del soggetto richiedente il credito, unitamente alla copia del versamento bancario o postale.
Secondo l’ISTAT, l’Italia è il secondo Paese in Europa per acqua estratta dal sottosuolo: circa l’84,8%.
In base a tale disponibilità idrica, dunque, ogni italiano ha a disposizione mediamente 215 litri di acqua al giorno per uso domestico.
Spesso, però, questa soglia viene superata per via di un uso scriteriato dell’acqua e, soprattutto, a causa dell’inefficienza delle infrastrutture di rete e degli impianti idraulici: sono circa 3,5 miliardi i metri cubi d’acqua che vengono sprecati ogni anno in Italia!
Il bonus idrico, mettendo a disposizione un rimborso fino a 1.000 euro sulle spese sostenute per cambiare i vecchi sistemi a dispersione idrica con impianti di ultima generazione, nasce proprio con l’obiettivo di invertire la rotta e di favorire un cambio di mentalità.
L’acqua è un bene comune, probabilmente il più prezioso che abbiamo: tutelarla è interesse e dovere di tutti.
Se hai deciso di approfittare del bonus idrico per portare avanti un rinnovamento sia impiantistico che estetico del bagno, ricorda che i lavori di ristrutturazione, se eseguiti in modo superficiale o in modalità fai da te, possono essere piuttosto impegnativi e dispendiosi a livello di energie, tempo e soldi.
Molto meglio affidarsi ad esperti qualificati, con esperienza nel settore, che sappiano guidarti nelle varie fasi dei lavori e consigliarti sulle soluzioni più adatte.
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